Storia Visita a Palazzo
APPARTAMENTI DI RAPPRESENTANZA
Sala di Diana. Opera di Giovanni Battista Borra e Giuseppe Bolina. Le decorazioni in stucco e i medaglioni raffigurano le storie del mito di Diana.
Sala dei Dignitari
Sala del ricevimento
 
Sala del ricevimento

Sala di Diana

La sala, da cui si può ammirare lo scorcio sul parco, all'epoca di Carlo Alberto era l'ingresso di rappresentanza del castello. Come il salone d'Ercole la sala è opera settecentesca dell'architetto Borra (1757). Lo stuccatore Giuseppe Bolina realizzò la decorazione dei medaglioni sulle pareti raffiguranti il mito di Diana, dea della caccia. Sul soffitto, dal quale pende il bellissimo lampadario in vetro di Murano, vi è un bassorilievo con Apollo sul carro del sole. Notevoli i due camini guariniani in marmo di Valdieri posti ai lati della stanza.

Sala dei dignitari

In questa sala i nobili cortigiani attendevano di essere ricevuti dal re. Questo ambiente era una sorta di salotto maschile, un fumoir, detto anche "sala del caffè" perché qui, dopo pranzo, gli uomini di corte si riunivano per prendere il caffè, fumare e discutere di affari. La decorazione riprende i temi dell'arte della guerra.

Dal bellissimo pavimento a mosaico alle vittorie alate sulle pareti, fino ad arrivare al soffitto dipinto dove si trovano riquadri che propongono episodi tratti da opere omeriche e virgiliane, si è avvolti da un filo conduttore epico ed eroico, che culmina col busto in marmo di Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia.

Sala del ricevimento

Tra gli ambienti di parata è sicuramente quello più sontuoso, poiché in esso i sovrani ricevevano gli ospiti più importanti, quali dignitari, ambasciatori, consiglieri.
La profusione di dorature trasmette l'idea della grandezza, della potenza e del prestigio del re: nella sala si celebrano, infatti, la gloria e le virtù di Carlo Alberto, del quale spicca il monogramma su fondo azzurro. I simboli del sovrano sono presenti ovunque, dai leoni dorati su cui poggia pressoché tutto l'arredo, alle iniziali C.A . che decorano il soffitto.

Di grande impatto scenografico sono sicuramente il lampadario in cristallo di Boemia e l'orologio rappresentante la cattedrale di Reims, sistemato sulla consolle del camino. I mobili sono dorati, così come il soffitto dipinto su disegno del Palagi. Alle pareti tappezzate di damasco giallo, cui sono appesi i ritratti del re Carlo Alberto e di sua moglie Maria Teresa di Toscana, sono accostati sgabelli, poltrone e divani rivestiti in "blu Savoia".

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