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Il paese vive una fase di grandi trasformazioni urbanistiche ed edilizie, che non coinvolge solo le case di civile abitazione, ma anche gli edifici di culto e le opere assistenziali. Un cantiere via l'altro, le antiche chiese medievali vengono ricostruite in pretto stile barocco piemontese: l'ospedale subisce tre grandiosi ampliamenti in meno di 80 anni. I vecchi quartieri un tempo fuori le mura, diventano gli antesignani dei moderni quartieri operai. Nelle campagne, aristocratici possidenti erigono sontuose tenute, dove villeggiare in estate e da dove controllare lo sviluppo delle colture intensive.
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Sul finire del '700, una serie di eventi climatici negativi produce una devastante crisi produttiva; al censimento del 1787 si contano più di 2000 disoccupati, la metà dell'intera manodopera racconigese del tempo; e nel 1789, la Rivoluzione Francese chiude di fatto l'essenziale mercato d'oltralpe. La principale misura di contenimento delle conseguenze sociali (povertà diffusa, mendicità, tumulti) è costituita dalla costruzione del gigantesco Ricovero di Mendicità (o "manifattura dell'ospedale"); da lavori che oggi definiremmo "socialmente utili" (riparazione di strade e canali); dall'assunzione di operai serici nel cantiere di ampliamento del Parco voluto dalla Principessa Giuseppina di Lorena Armagnac - Carignano. Dal 1799 al 1814 anche Racconigi, come il resto del Piemonte, è annessa alla Francia Napoleonica.
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Quando nel 1831 il settimo principe di Carignano, Carlo Alberto, diventa re di Sardegna, ed elegge a sede delle reali villeggiature il castello degli avi, la cittadina conosce un nuovo impeto architettonico: nel 1834, il Ricovero di Mendicità è adattato a sede del Collegio per i figli dei militari ; sorgono il viale monumentale, il Santuario Reale della Madonna delle Grazie (1838), la chiesa della Beata Caterina (1838), il nuovo Municipio (1847). Poi, nel mese di marzo del 1853, Racconigi è raggiunta dal primo treno della sua storia!
Nel 1871, il Collegio Militare è destinato a sede del Manicomio Provinciale: Racconigi diventa un centro primario della storia della psichiatria italiana.
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L'800 è, anche, il secolo che vede molti racconigesi affermarsi sulla scena culturale, sociale ed economica del Regno di Sardegna e poi d'Italia. Tra questi, Michelangelo Castelli, il più fidato ed ascoltato consigliere politico di Camillo Benso di Cavour; Felice Govean, cofondatore della Gazzetta del Popolo , il primo quotidiano italiano a diffusione popolare; Gioacchino Bellone, uno dei due inventori della maschera piemontese, Gianduja; Stefano Tempia, fondatore dell'omonima accademia corale; Michele Ceriana Mayneri, che nel 1899 fu tra gli undici fondatori della Fiat.
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