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Le Residenze Reali
La Venaria Reale
Parco La Mandria
Il Castello di Aglič
Il Castello di Govone
Palazzina di caccia di Stupinigi
Il Castello di Rivoli

Con l'apertura al pubblico della Reggia della Venaria Reale, ha cominciato a prendere forma concreta il circuito delle Residenze Reali del Piemonte: le Regge, i Castelli, i Palazzi, le collezioni che furono dei Savoia e che costituiscono uno dei lasciti più straordinari nel contesto della grande storia europea.
Non a caso, l'UNESCO ha dichiarato le Residenze e Collezioni Sabaude Patrimonio dell'Umanità. E non a caso, le regge piemontesi sono un'importante parte costituente del sistema delle Residenze Reali in Europa.

Visitare le Residenze Reali del Piemonte, ed immergersi nei "borghi" e nei territorio che le circondano, è come compiere un viaggio lungo mille anni di storia. Si comincia da Torino , con il Palazzo Reale ed i quartieri di comando , cioè Armeria Reale, Prefettura, Archivio di Stato, Teatro Regio, Cavallerizza, Università. E poi, Palazzo Madama, con Palazzo Carignano ed il vicino Museo Egizio. In riva al Po, il Castello del Valentino, sulle colline, la Villa della Regina. Non dimenticando le straordinarie "chiese reali" di San Lorenzo e di Superga .

Lasciata la città, ecco la sterminata Venaria Reale, alla quale hanno lavorato tra gli altri Amedeo di Castellamonte, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri. È considerata "la Versailles sabauda". Appena oltre i rinati giardini della Reggia, l'immensa tenuta della Mandria, in origine sede di allevamenti di cavalli per il Regio Esercito. Vittorio Emanuele II la elesse a residenza prediletta ed intima, in cui sentirsi "borghese", lontano da cerimoniali e fasti.

Salendo a nord verso il Canavese, la scenografica Agliè, coreografia prima ancora che architettura, in cui trovarono spesso "rifugio" le regine madri ma dove soggiornarono soprattutto i principi dei rami cadetti del casato.

Sulle colline tra Langhe ed il Roero, la "panoramica" Govone. Vi lavorano il Guarini e Benedetto Alfieri; fu cara a Carlo Felice che vi cercava, forse, il miraggio d'un improbabile ritorno all' antico regime spazzato via dalla Rivoluzione Francese.

Ancora tra Roero e Langa, la "metafisica" Pollenzo, sogno romantico di Carlo Alberto. Un borgo fuori del tempo, dove il castello domina una piazza neogotica che rimanda alle atmosfere feudali d'un Medioevo cavalleresco.

Scendendo ancora a sud, l'isolata Casotto, immersa nei boschi delle valli alpine. Castello di caccia nato sui ruderi di un'antica Certosa, fu residenza assai frequentata da Maria Clotilde, figlia prediletta di Vittorio Emanuele II.

Salendo a nord, eccovi a Racconigi. E di qui, di nuovo verso Torino, per incontrare prima l'imponente Moncalieri, originaria del '200 e sede per secoli di feste e fasti. La rese famosissima Vittorio Emanuele II, che nel 1849 da essa lanciò l'appello alla nazione noto come "proclama di Moncalieri".

Ad una manciata di chilometri, la perfetta Stupinigi, grande capolavoro dell'architettura europea del '700, opera del genio luminoso di Filippo Juvarra. Nata come palazzina di caccia, fu sede di feste, ricevimenti e matrimoni. Assai cara anche a Paolina Borghese.

Infine, l'incompiuta Rivoli, che Filippo Juvarra aveva immaginato così e che oggi è sede di uno fra i più prestigiosi Musei d'Arte Contemporanea del nostro paese.

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