Protagonisti
UMBERTO I (1844-1900)
Ritratto di Umberto I (1844-1900)

Umberto I, figlio di Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide, salì al trono nel 1878. Dal padre ereditò la passione per le belle donne. Il padre volle fargli sposare la cugina diciassettenne, figlia del defunto fratello Ferdinando, Margherita di Savoia, ma come Vittorio Emanuele II ebbe molte avventure galanti: si ricordano ad esempio quella con la contessa Cesarini Galli Hercolani, che gli diede un figlio a quattordici anni, e soprattutto quella con Eugenia Attendolo Bolognini, la "Bolognina", dama di compagnia della principessa Margherita, che con discrezione restò al suo fianco fino alla morte.

A differenza del padre, fu politicamente considerato un monarca mediocre. Se Vittorio Emanuele II aveva sollevato entusiasmi tra le folle in Italia e all'estero, Umberto I ebbe un distacco verso il paese, amando più che altro la vita di corte. Divenuto re, egli non interferì, almeno in apparenza, col potere politico ma cercò di appropriarsi di tutti gli altri spazi di potere. Le forze armate presero il nome di Regio Esercito e furono svincolate dal potere politico. Umberto si dimostrò favorevole alla politica del governo italiano guidato da Depretis, tendente al riavvicinamento con gli imperi centrali, conclusosi con il Trattato della Triplice Alleanza nel 1882. Appoggiò, inoltre, la politica coloniale del governo Crispi in Eritrea e Somalia. Il timore di un inasprirsi della questione sociale, la nascita delle leghe operaie, delle Camere del lavoro, delle cooperative e del Partito Socialista italiano, i moti e le insurrezioni del pane in tutta la penisola, spinsero il sovrano verso posizioni conservatrici e repressive.

Il 29 luglio 1900 il re, che era già stato oggetto di altri attentati, fu assassinato a Monza dall'anarchico Bresci.

Freddo e compassato, si sforzò per tutta la vita di impersonare, davanti al popolo, l'autorità monarchica A differenza del padre, Umberto aveva una raffinatezza aristocratica, un'attitudine all'etichetta, che lo portava a muoversi con disinvoltura nei salotti nobiliari e nelle Corti. La sua immagine fredda e compassata, vicina ai modelli regali, era lontana dai modi genuini e talvolta popolani del predecessore. Sul piano della rappresentazione pubblica, un ruolo di primaria importanza fu svolto dalla moglie, la regina Margherita. La coppia reale ebbe sempre un rapporto diretto molto forte col popolo, che si interessava specialmente alla vita della regina, cantata da poeti e scrittori, pubblicata e documentata sui giornali.

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