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Margherita di Savoia nacque il 20 novembre 1851 a Palazzo Chiablese, dal duca di Genova Ferdinando, secondogenito di Carlo Alberto, e da Elisabetta di Sassonia. Di una bellezza aristocratica, bionda con gli occhi azzurri, colta, brillante, religiosa, sensibile ma al tempo stesso forte e intraprendente, nel 1868 sposò a Torino suo cugino Umberto, principe di Piemonte, diventando così la prima regina d'Italia.
Umberto ebbe molte avventure galanti anche durante il matrimonio. Venuta a conoscenza delle scappatelle del marito, Margherita ricoprì in modo impeccabile il ruolo di prima regina d'Italia, ma i suoi rapporti coniugali con Umberto, perfetti sul piano formale in pubblico, si raffreddarono. I pettegolezzi attribuirono qualche amante anche alla regina: Carducci e Minghetti, cui sicuramente dimostrò affetto e rispetto, e addirittura Mussolini, di cui fu grande ammiratrice e protettrice a corte, ma è molto improbabile che ne fosse anche solo invaghita.
Al di là dei rapporti privati con il marito, Margherita interpretò il suo ruolo istituzionale con impegno e con modernità. Sufficientemente colta, amante dei circoli intellettuali, aveva fascino e un'istintiva capacità di comunicazione: brillante nella società aristocratica, sapeva presentarsi altrettanto bene nell'umile contatto con il popolo.
Nel 1871, quando giunse a Roma, la principessa occupò il posto lasciato vacante dalla mancanza di una figura femminile accanto al re Vittorio Emanuele II. Divenuta regina cercò, insieme al marito, di ricreare il mito di Casa Savoia attraverso l'atmosfera suggestiva del cerimoniale di corte, cui Margherita era attentissima. Fu lei a trasformare il Quirinale in un luogo di incontri e di feste, attraverso cui la nobiltà romana, dapprima ostile ai Savoia, si avvicinò progressivamente alla monarchia. L'ultimo mercoledì di ogni mese Margherita riceveva i principi stranieri, gli esponenti politici di maggior rilievo, i nobili; si ballavano le quadriglie, si brindava, si conversava, mentre la regina metteva a proprio agio gli ospiti. La cucina veniva curata nei minimi particolari e la tavola reale acquistò presto la fama di essere la più raffinata d'Europa. Una volta a settimana, nel suo salotto privato, la regina riceveva gli artisti, i musicisti, i pittori e i letterati, riuniti per il buffet e le discussioni dotte.
La sua capacità comunicativa non si limitava, però, agli ambienti aristocratici e principeschi: con la stessa disinvoltura sapeva muoversi in mezzo al popolo, nelle visite alle scuole, ai collegi, agli orfanotrofi, alle inaugurazioni. In tal modo, con le iniziative benefiche e le donazioni, la regina Margherita conquistò e avvicinò la maggioranza degli italiani alla causa monarchica.
Pur proponendo un modello popolare di sovranità regia, in campo politico aveva però convinzioni conservatrici, avverse alle aperture liberali e alle rivendicazioni del movimento operaio.
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