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Maria Josè di Sassonia Coburgo, ultima regina d'Italia, nacque ad Ostenda il 4 agosto 1906 dai sovrani del Belgio Alberto I ed Elisabetta. I genitori le trasmisero una profonda avversione per ogni forma di dittatura e le impartirono un'educazione fatta di poche imposizioni e di tanti interessi: dalla pratica di molti sport, tra cui il tennis e il nuoto, alla passione per la montagna e per le arrampicate. Maria Josè era intelligente, colta, allegra, beneducata, ma anche autonoma, intraprendente e anticonformista. Le piaceva leggere e suonare il violino e il pianoforte. Durante la giovinezza viaggiò e trascorse diverso tempo studiando in Inghilterra e Italia.
Promessa in sposa ad Umberto di Savoia fin da piccola, incontrò il principe ereditario la prima volta all'età di 12 anni, nel 1918. Il matrimonio fu celebrato l'8 gennaio 1930 nella cappella Paolina del Quirinale. Per l'occasione Vittorio Emanuele III regalò al figlio il castello di Racconigi. Gli sposi vissero gli anni seguenti tra questa residenza, il palazzo reale di Torino, Napoli e il castello di Sarre in Val d'Aosta.
Nel 1934 nacque Maria Pia, nel 1937 Vittorio Emanuele, nel 1940 Maria Gabriella e nel 1943 Maria Beatrice. Il suo rapporto con Umberto aveva però molti problemi e numerosi furono i pettegolezzi sui tradimenti del principe e le insinuazioni anche su di lei.
Vissuta in un paese democratico, dove vigevano gli ideali di giustizia, di libertà, uguaglianza e difesa dei più poveri, manifestò insofferenza e risentimento nei confronti delle restrizioni imposte dal regime fascista. Questo suo atteggiamento le causò pedinamenti e la continua sorveglianza da parte dell'Ovra ( l'opera di vigilanza e repressione dell'antifascismo), nonché la riprovazione del re Vittorio Emanuele III.
Maria Josè era membro della Croce Rossa e nel 1935, durante la guerra in Etiopia si recò come infermiera in Africa, dove conobbe Italo Balbo . In seguito, ebbe rapporti di stima e amicizia anche con Umberto Zanotti Bianco e Benedetto Croce , che rinsaldarono i suoi sentimenti antifascisti, e fece del Quirinale un luogo di ritrovo per letterati e scrittori.
Dal 1941 al luglio 1943 prese attivamente parte alle cospirazioni in atto, stabilendo contatti, fungendo da tramite tra numerose personalità di differenti nazionalità, estrazione sociale e ruoli, e prendendo contatti con gli alleati, nonostante i divieti del re. Relegata in Svizzera con i figli, pur non potendo parteciparvi attivamente, Maria diede comunque il proprio contributo alla resistenza italiana.
Ritornata in Italia nell'aprile del 1945, dal 9 maggio 1946, dopo l'abdicazione di Vittorio Emanuele III in favore del figlio Umberto, regnò solo per 27 giorni . In esilio, Umberto visse a Villa Italia a Cascais (Portogallo), Maria nel castello di Merlinge, in Svizzera, trascorrendo la loro vita separati e incontrandosi solo nelle occasioni ufficiali. La "regina di maggio" è morta a Ginevra il 27 gennaio 2001.
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