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Jelena Petrovic Niégos (Elena per gli italiani), figlia di Nicola I del Montenegro nacque a Cettigne, un grosso borgo fra le montagne montenegrine abitato per lo più da pastori. Diversissima dalla suocera Margherita, Elena era schiva, riservata , modesta, detestava la mondanità e allo stesso tempo anche piuttosto caparbia e molto attaccata alle tradizioni.
Educata con le sue sorelle nel prestigioso collegio Smolny a San Pietroburgo, riservato ai figli dell'aristocrazia russa, conosceva il francese, l'inglese, il tedesco, il russo, amava il disegno e la musica. Aveva una predilezione particolare per Puccini, Mascagni, Mendelssohn, Leoncavallo.
Vittorio Emanuele III ed Elena del Montenegro si incontrano per la prima volta al teatro La Fenice in occasione di una serata di gala e si innamorarono subito. Vittorio Emanuele era profondamente felice di sposare una donna per amore, al di là dei progetti della famiglia e del regno. Il matrimonio, celebrato il 24 ottobre 1896, fu un matrimonio d'amore. Per i primi quattro anni i due sposini vissero semplicemente, lontano dagli appuntamenti mondani. In seguito nacquero i figli: Jolanda che sposò il conte Calvi di Bergolo, Mafalda, la principessa d'Assia morta nel campo di concentramento di Buchenwald, l'erede al trono Umberto II (il "Re di maggio"), Giovanna moglie di re Boris di Bulgaria fatto assassinare da Hitler e Maria, moglie di Luigi di Borbone Parma.
Elena appoggiava il marito in tutto. Con lui condivideva in particolar modo la passione per il cinema e la fotografia e fece allestire una camera oscura nei loro appartamenti. Elena - con la disapprovazione della suocera, la regina Margherita - si dedicava completamente al marito, ai figli e alla casa. Amava le modernità e la funzionalità; preferiva gli arredi semplici e chiari -come si può ancora notare visitando il suo appartamento al castello di Racconigi- invece dei mobili antichi e austeri che abbondavano nei palazzi reali. Insegnò personalmente alle figlie a cucire a macchina e a cucinare i dolci. La coppia reale era continuamente oggetto di critiche e pettegolezzi.
Di profonda umanità e generosità , la regina finanziò e sostenne opere benefiche a favore di madri povere, encefalitici, tubercolotici, ex combattenti.
Scoppiato il secondo conflitto mondiale, Elena, che non amava né la guerra né tanto meno Mussolini - a differenza della regina Margherita - rimase in ombra. Durante l'esilio restò accanto al marito in Egitto, fino alla sua morte avvenuta il 28 dicembre del 1947, quindi si trasferì a Montpellier, dove cinque anni dopo morì.
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