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Giardiniere ed architetto di giardini, nato a Brühl nei pressi di Colonia, grazie a una profonda conoscenza della trattatistica botanica e delle tecniche ingegneristiche di idraulica, introdusse in Piemonte il gusto del giardino romantico all'inglese, già affermato in Europa, stile nel quale il paesaggio non era mai casuale, ma attentamente progettato ad imitazione della natura.
Giunto a Torino -non si conosce per quale ragione- ricoprì numerose cariche di rilievo nel campo del disegno e della progettazione di giardini: dapprima ‘Ispettore delle passeggiate’ e ‘Ispettore delle alberate’ per il Comune (1811), poi Ispettore alla vigna della Regina e ai giardini di Palazzo Reale di Torino, quindi, nel 1820, Direttore del parco di Racconigi.
In questa cittadina si trasferì con la moglie, poiché il contratto di nomina prescriveva di essere sempre presente per seguire direttamente i lavori e per essere disponibile in caso di necessità.
I suoi interventi comportarono delle vere organizzazioni spaziali con particolare attenzione agli aspetti pratici degli assetti botanici.
Negli anni documentati della sua presenza in Piemonte, tra il 1812 e il 1840, progettò ben 14 giardini: 4 di proprietà sabauda (i parchi annessi ai castelli di Racconigi, Govone, Agliè e Pollenzo) e i restanti 10 per le dimore di nobili dignitari di corte e aristocratici piemontesi (San Martino Alfieri, Monticello, Pralormo, Sansalvà a Santena, Sommariva Perno, il Torrione a Pinerolo, Castegneto Po, il Chiabra a Mondovì ed il Castello della famiglia Cavour a Santena), molti dei quali realizzati quando era direttore del parco di Racconigi.
Qui, come negli altri numerosi giardini in stile ‘romantico’ da lui progettati, si ritrovano distese di prati e un grande assortimento di alberi e cespugli di diversa provenienza (esotica o indigena), riuniti per formare boschetti e radure.
Percorrendo la fitta rete di viali principali e sentieri tortuosi si rivelano straordinarie prospettive, di cui le architetture o gli alberi monumentali costituiscono i punti focali.
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