Architetti
PELAGIO PALAGI (1775-1860)
Pelagio Palagi
Pelagio Palagi, artista bolognese poliedrico famoso nel quadro della cultura italiana e straniera, fu pittore, scultore, scenografo, architetto, progettista di interni e arredi, decoratore, nonché un grande collezionista avente un’ampia cultura e interessi molteplici.

Da giovane, aiutato del mecenate conte Aldovrandi, iniziò a studiare con passione l’architettura, la prospettiva e il disegno di figure. Le sue opere furono numerose: dai ritratti a temi storici dipinti su tela ai disegni per la costruzione di monumenti e sculture, dagli affreschi agli ornamenti e alle decorazioni di molti palazzi nobili. Tra il 1818 e il 1830 i suoi lavori furono esposti quasi annualmente a Brera.

Durante la sua carriera fu attivo prima a Bologna, Roma, Milano, successivamente, raggiunto ormai un notevole prestigio, si trasferì su invito di Carlo Alberto a Torino, dove prestò la sua opera per la corte sabauda.

Nel 1833 il nuovo sovrano gli affidò la “totale direzione dei lavori d’ornato e d’ammobigliamento del Real Castello di Racconigi”.
Il Palagi preparava accurati progetti, volti a modificare numerose sale con decorazioni, dipinti, tappezzerie e arredi nuovi e nell’esecuzione materiale dei lavori si avvaleva della collaborazione di un’ampia équipe di artisti e artigiani che dirigeva e guidava sapientemente mediante i suoi disegni e suggerimenti.

Tra il 1836 e il 1843 si dedicò alla costruzione della Margaria, il castello neogotico ad uso di cascina in località Verne, ai margini nord-occidentali del parco. Solo nel caso della costruzione delle serre presso la cascina gotica egli delegò la totale responsabilità di un progetto e della direzione dei lavori ad un altro artista, il suo allievo Carlo Sada.

Solitamente, infatti, sembra che il Palagi svolgesse la sua attività in forma autoritaria, prendendosi ogni potere decisionale e, in qualche occasione, partecipando all’esecuzione materiale dei lavori. Anche i progetti dell’architetto Melano erano sottoposti al suo giudizio.

Contemporaneamente lavorò anche al Palazzo Reale di Torino, dove realizzò la sala del trono, la sala da ballo e la cancellata in ghisa nella piazzetta antistante, e al castello di Pollenzo, insieme all’architetto Melano. Oltre agli incarichi affidatigli dalla Casa Reale partecipò ai lavori di rinnovamento del Teatro Regio, accettò la direzione della Scuola d’Ornato nella Reale Accademia delle Belle Arti, la commissione per il monumento sepolcrale della famiglia Zumalli a Torino e altri lavori minori.
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