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André Le Nôtre, artefice di molti parchi reali in Francia e in Piemonte, è considerato il principale esponente dell'architettura dei giardini nel XVII secolo.
Per l'architetto francese fondamentale fu la lezione del giardino all'italiana.
I giardini di Le Nôtre - in cui si mantengono il viale centrale, i viali trasversali che intersecano quello principale e i parterre posti in corrispondenza dell'edificio - si caratterizzano per la ricerca di equilibrio e di armonia della composizione. In essi, però, le rigide costruzioni geometriche del giardino italiano sono ammorbidite, le visuali moltiplicate; il terreno è modellato con lievi pendii e la vegetazione prevale sull'architettura.
La prima grande opera di Le Nôtre fu il giardino di Vaux-le-Vicomte che costituisce il precedente del giardino di Versailles. Quest'ultimo, realizzato per volontà di Luigi XIV da Le Nôtre, è certamente l'espressione più solenne e grandiosa dei giardini di tutti i tempi. Il grande architetto si occupò anche delle sistemazioni del parco di Chantilly, di Saint-Cloud e di Sceaux; riordinò il disegno originario del giardino delle Tuileries; modificò l'assetto dei giardini di Fontainebleau e di Saint-Germain e, in collaborazione con Mansart, realizzò le sistemazioni del giardino nella località di Trianon e della residenza regale di Marly.
Il principe Emanuele Filiberto di Carignano ebbe modo di ammirare l'opera del famoso architetto oltralpe e, nel 1670, gli richiese un progetto per il giardino 'alla francese' (lungo circa 1200 metri) da realizzare nel parco della residenza di Racconigi. Le Nôtre non venne in Italia per l'occasione, ma operò sugli schemi inviatigli da Borgonio e Lanfranchi. In Piemonte sono una sua realizzazione anche i giardini del Palazzo Reale di Torino, con aiuole fiorite e al centro una grande fontana decorata con statue di ninfe e di tritoni.
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